lunedì 27 giugno 2011

Il sogno improvviso

La donna si ritrovò di colpo nello stato di sogno, le fu chiaro quando intravvide poco distante il tappeto verde a disegni neri; stava rannicchiata sul giaciglio di pelli e le sembrò di svegliarsi, ma nella sua mente comparve il pensiero del sogno ricorrente e immediatamente il suo sguardo corse in cerca di altri particolari che confermassero la sua sensazione. Il basso tavolino visto da quella prospettiva sembrava più alto e notò qualcosa d'insolito senza riuscire a stabilire cosa fosse. Divenne vagamente inquieta e si mise a sedere, indossava ancora la gonna e la tunica viola ma si rese conto che non era questo il dettaglio insolito. La casa appariva come al solito silenziosa e quieta, il sole splendeva e non seppe spiegarsi quella sensazione di novità che la rendeva un po' ansiosa. Decise di alzarsi e di perlustrare l'abitazione e lo spazio antistante in cerca di qualche indizio; percorse l'interno della casa osservando ogni cosa con attenzione, la risma di fogli bianchi sul tavolino attrasse la sua attenzione per un lungo istante , poi il suo sguardo si spostò percorrendo le poche cose contenute , il braciere, la teiera e il libro abbandonato sul tappeto; decise che non c'era nulla d'insolito e si diresse all'esterno, la luce qui era molto più intensa e raggi di sole filtrando tra i rami dell'albero formavano disegni curiosi sulla superficie del pavimento e lei rimase a lungo ad asservarli notando nel contempo quanto fossero levigati e regolari i tronchi che lo formavano. Un refolo di vento smosse il fogliame dell'albero ed i disegni cambiarono forma in una sorta di danza luminosa e di colpo si rese conto della musica . Rimase immobile dedicando tutta la sua attenzione a questo nuovo componente del sogno, questo fece si che la musica diventasse sempre più distinta, ne dedusse che in qualche modo era la sua attenzione a richiamarla e si sforzò per renderla totalmente comprensibile al suo udito.
Chiuse gli occhi concentrandosi e la musica divenne più distinta, tanto da riuscire a stabilire che si trattava di un arpa dall'inconfondibile suono cristallino e un po' magico, la melodia era dolce ma intensa, il ritmo pacato e lei riapri gli occhi  con la precisa sensazione di veder comparire lo strumento da un momento all'altro ma la veranda appariva vuota come prima , solo i disegni luminosi sembravano animarla ogni tanto a causa del movimento del fogliame. Si rallegrò nel constatare che anche ad occhi aperti adesso la musica era perfettamente udibile e s'immerse nell'ascolto della melodia mentre la sua mente cercava affannosamente un ricordo; c'era qualcosa in quella musica che avrebbe dovuto ricordare e che sembrava sfuggirle quanto più cercava di afferrare il ricordo. Fece qualche passo e si trovò di fronte alla balaustra che circondava la  veranda , vi poggiò le mani sopra e chiuse ancora gli occhi. Con una sensazione di vertigine si ritrovò in un luogo totalmente diverso, vide il mare di fronte a sé, si trovava su una scogliera impervia e il vento le scompigliava i capelli. Non era sola, un uomo le faceva compagnia e suonava l'arpa ma non riuscì ad identificarlo perché la musica e il panorama le suggerivano un qualcosa di assolutamente inimitabile e comprese che era questo il ricordo: una sensazione di assoluta libertà, come se in quel  momento potesse librarsi sopra l'oceano, quasi che la musica le fornisse ali per volare lontano e abbandonare senza remore la sua umanità e tutti i limiti da questa imposti. In piedi sul bordo del precipizio ebbe la tentazione di lasciarsi cadere ma la vista delle rocce in basso la riempirono di sgomento e timore  e per reazione riaprì gli occhi ritrovandosi tra il verde dei rami , nella casa sull'albero.
La musica risuonava ancora, con la stessa magica suggestione e lei assaporando ancora quella soprendente idea di libertà venne trascinata in una danza ; cominciò a muoversi quasi con cautela, timidamente, le braccia ondeggianti e a piccoli passi, e poi via via sempre più decisa  e totalmente assorta nella musica . Ed ecco ripresentarsi la percezione di libertà assoluta e impagabile che la fece volteggiare in preda ad una euforia gioiosa fino ad accasciarsi sul pavimento, esausta.
Il suono dell'arpa scomparve per lasciare in lei un silenzio colmo di riverente gioiosità e di una nuova comprensione : la libertà stà nascosta dentro ad ognuno, nascosta spesso dalla moltitudine di pensieri, desideri , emozioni e da tutto ciò che la mente elabora in continuazione ; ma spesso basta poco per raggiungere il luogo ove risiede, può bastare il suono di un arpa !

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