giovedì 9 giugno 2011

Il sogno inquieto

La donna si sedette sull'ampia e comoda poltrona in cerca di quel preciso sogno. Chiuse gli occhi riportando alla memoria la casa sull'albero. Quello era il suo sogno e sapeva di poterlo padroneggiare a tratti , ora desiderava solitudine e quel luogo sembrava l'ideale . Questa volta non dovette arrampicarsi , si ritrovò di colpo seduta sul tappeto ed era notte. Un lume ad olio illuminava appena l'interno della casa , tutto intorno un buio un po' inquietante e misterioso . Il braciere emanava rossi bagliori ogni volta che un refolo d'aria raggiungeva le braci sollecitandone la combustione. Osservò a lungo le braci indecisa sul da farsi, si rese conto che di notte la casa offriva poche forme di attività . In fine decise che forse era venuta lì per quello : la forzata inattività l'avrebbe condotta sicuramente a qualche interessante risultato. Osservò attentamente la paura strisciare insinuandosi nei suoi pensieri, popolando il buio circostante di innumerevoli mostri. In un primo momento tentò di scacciarla "saltellando" idealmente tra un pensiero e l'altro con la sgradevole sensazione di venire inseguita da vicino; questo la rese consapevole di stare reagendo nel modo più prevedibile alla situazione . Cercò affannosamente un'alternativa alla sua fuga , dopotutto quello era il suo sogno e lei non avrebbe permesso a niente e nessuno di farla sentire in pericolo ...si , ma come ? La domanda divenne urgente e finelmente l'istinto venne in suo aiuto : la mano corse ad afferrare qualcosa che nemmeno ricordava di portare addosso. Si ritrovò tra le mani un piccolo strumento , seppe che era suo e che aveva importanza nel suo sogno, ma come al solito non tutto era chiaro e lineare . Accarezzò l'ocarina con un sentimento di profondo affetto e gratitudine , capì che era lo strumento perfetto per scacciare la paura...............................

Ad occhi chiusi avvicinò lo strumento alle labbra soffiandovi timidamente , ne scatturì una nota flebile che interruppe il silenzio e le fece percepire la paura come qualcosa di fisico , opprimente e freddo. La nota finì e lei dopo un profondo respiro reagì alla sgradevole sensazione con un soffio più forte mentre le dita cominciarono a muoversi rapidamente sullo strumento ricavandone una serie di note in rapida successione formando una breve melodia che distolse la sua mente dalla paura. L'intuizione era giusta ! La musica era sua alleata ; il pensiero fulmineo rinvigorì il suo intento e la fece fremere d'entusiasmo : continuò a suonare senza badare alla forma , il suo unico scopo era scacciare i timori ed era consapevole di dover semplicemente focalizzare l'attenzione su qualcosa di diverso , le note erano quel qualcosa e vi si dedicò totalmente . Da prima le note scatturirono confuse , sembravano accavallarsi le une sulle altre in brevi fraseggi per ricominciare subito dopo. Quando si accorse di ciò , ebbe il tempo e la forza per costruire una melodia più estesa che esprimesse qualcosa di diverso dalla paura . Poco a poco dimenticò il buio, i mostri in agguato e la solitudine , sostituiti dalla consapevolezza dell'essere. E la musica d'improvviso divenne espressione di tale essere, forte e impetuoso, ricco di mille sfacettature come un diamante , la melodia divenne un caleidoscopio colorato di mille sfumature e il suo spirito prese a godere della gioia improvvisa di esistere . Riapri gli occhi continuando a suonare , con la netta sensazione di non essere più sola in quel luogo; percepiva lievemente una presenza , non si guardò intorno ma continuò a suonare come a voler richiamare con più forza la nuova sensazione fino a quando si fece forte e distinta, e allora smise di suonare . Le sue mani ricaddero sul grembo lasciando andare lo strumento che tornò al suo posto trattenuto dal sottile nastro di seta. Un ampio sorriso le increspò le labbra mentre la sensazione divenne una certezza , non era sola ! Non vide l'uomo ma il suo cuore esultò accelerando i battiti e lei seppe che era lì , la sua presenza riempiva la notte di un profumo insolito e il suo spirito di una esultanza inequivocabile . Non ebbe bisogno della vicinanza corporea per constatarlo, le parve di perdersi in un abbraccio confortevole che le diede sicurezza e un piacevole senso di leggerezza . Si risvegliò lentamente assaporando ancora a lungo la sorprendente esperienza.

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